Dopo una giornata di gare improvvisate tra vip in gommone, a mare aperto, e un aperitivo in centro, a Ponza, Claudia Gerini ha consegnato i riconoscimenti al mondo del cinema italiano della prima edizione del suo Full Moon Festival dedicata a Gianni Silvestri, sceneggiatore isolano, collaboratore di Bernardo Bertolucci.
Il palco è un prato, i premi sono, per una volta, utili, da indossare: gioielli disegnati da Giulia Barella (gemelli a forma di pesciolini per gli uomini, orecchini per le donne). Luca Argentero (migliore attore per Lezioni di cioccolato 2)
riceve il suo che dalla tasca gli sbuca un mazzo di chiavi, mentre
racconta di come si è convinto a diventare produttore («Un mio amico mi
fa: “È un ottimo modo per buttare quei quattro soldi che hai guadagnato
in questi anni»). Paolo Genovese (presidente della giuria) consegna il premio a Fausto Brizzi (miglior regia per Com’è bello far l’amore 3D) in jeans («Ti ringrazio per lo smoking, non dovevi», ci scherza su la Gerini, che aggiunge: «Noi questo festival lo volevamo proprio così: un po’ sbraché»). «Voglio rimanerci per sempre, presidente», ironizza Genovese. «Non potete capire quante attenzioni, e quante donne». Ridono tutte: da Michela Andreozzi a Giulia Bevilacqua, a Donatella Finocchiaro (attrice dell’anno per Terraferma),
perfino la produttrice Paola Lucisano
(miglior produttrice), in lungo ma stese a terra su cuscinoni bianchi,
le sole a posto e bellissime grazie (anche) al team di Loréal che le ha
truccate e pettinate fino a un momento prima.
Ivan Cotroneo, con il suo labrador bianco Marta che gli scodinzola intorno, dedica il suo premio (migliore opera prima per La Kryptonite nella borsa) a Maria Sole Tognazzi. Claudia Zanella premia Marco Belardi come migliore produttore.
Quanto ai corti e ai documentari, vincono Ombre di Emanuele Pica e 365 without 377 di Adele Turri. Menzione spciale alla black comedy 41 di Massimo Cappelli.
     
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