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La miniera di bentonite

Il giacimento di bentonite, situato nella parte nord- occidentale dell'isola, in prossimita' della frazione di Le Forna, si sviluppa con andamento stratiforme per una lunghezza di circa 1400 metri da Cala dell'Acqua fin sotto a Piana d'Incenso, con una larghezza di 200 metri ed una potenza di oltre 10 metri. N'era concessionaria la SAMIP (Societa' Azionaria Miniere Isole Pontine) dal 13 maggio 1937, con concessione accordata fino al 1° dicembre 1992 e revocata alla fine degli anni 70. La bentonite, la cui miniera veniva coltivata sin dalla sua scoperta nel 1935, deve la sua formazione all'alterazione dei terreni piroclastici. La consistenza totale del giacimento alla sua scoperta era di due milioni circa di tonnellate, delimitato sia al tetto che al letto di una formazione di tufi perlitici. Una delle proprieta' strutturali principali della bentonite, su cui si basano alcuni dei suoi impieghi, e' quella dell'espandibilita' del reticolo cristallino. Infatti, la bentonite dispersa in acqua rigonfia di parecchie volte il suo volume, con un processo che e' reversibile mediante essiccazione. Come tutte le argille, le particelle di bentonite sono di grandezza colloidale e nel liquido disperdente esse formano allo stato di quiete un "idrogel", cioe' un sistema rigido e coerente. Su tale peculiare caratteristica si basa l'uso piu' diffuso e piu' noto della bentonite quale componente principale dei "fanghi" nella tecnica delle perforazioni. Le proprieta' colloidali, infatti, consentono la formazione di un pannello protettivo e impermeabilizzante sulla parete del foro, impedendo la discesa sul fondo del foro dei detriti. Le stesse caratteristiche sono utilizzate per le impermeabilizzazione dei serbatoi e per il consolidamento dei terreni.Nelle raffinerie di petrolio, i piu' importanti catalizzatori - caolino e bentonite - sono sottoposti a processi di attivazione con acido solforico e successiva disidratazione fino a circa 500° C.Tra i piu' recenti indirizzi della ricerca scientifica, gli usi piu' razionali e proficui della bentonite si ricollegano alla "pellettizzazione" di materiali molto fini (ceneri di pirite, minerali ferrosi, ecc.) e per la produzione di " granulati stabilizzati" per la captazione dei materiali radioattivi contenuti nelle "ceneri calde" dei reattori nucleari.
 
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