| Descrizione: |
Il
sentiero per raggiungere il bosco inizia dove e' sita l'ultima cella del
convento benedettino verso levante e tende leggermente a salire. Ma dal convento
(circa 120 m.) al Monte Pellegrino (m. 194) il dislivello non e' molto. Dopo
circa 200 m. di sentiero si giunge ad un bivio: un sentiero va verso sinistra e
porta dopo alcune decine di metri allo schienale da cui inizia la vera strada
per il faro; l'altro sentiero va sempre avanti biforcandosi dopo un poco in due
altri sentieri un po' piu' accidentati, i quali portano al bosco l'uno
attraverso lo schienale e Monte Pellegrino e l'altro di lato.
Dal Monte Pellegrino ci si accorgera' che tutto lo scheletro orografico di
Zannone e' una ipsilon che ha il punto centrale proprio in monte Pellegrino e
stendendosi da Levante a Ponente divide l'isola in tre facce: una in dolce
pendio, lato sud, tutta ricca di macchie fitte come un vero tappeto verde. Si
estende fino ad Ovest per un ampiezza di oltre quaranta ettari ed e' ottimo
pascolo per mufloni e rifugio per le quaglie. L'altra faccia dal lato Nord,
proprio in faccia al Circeo, boscosa e scoscesa verso il mare, molto pittoresca,
misura 40 ettari. La terza si apre a levante ed e' un avvallamento di oltre 20
ettari delimitato ai lati da due contrafforti: e' un fitto bosco di querce di
medio fusto ed alte dai sei ai dieci metri. Il bosco di Zannone fino all'ultimo
taglio avvenuto nel difficilissimo periodo invernale 1943-44 fu utilizzato per
rifornimento di legna, carbone e frascami per forni. In quell'epoca il Comune
pare venisse autorizzato, ogni dieci anni, al taglio parziale che dava in
appalto ad un commerciante dell'isola. La parzialita' consisteva nel tagliare i
rami superflui e permettere la crescita dell'alto e grosso fusto. Invece avvenne
quasi sempre che i tagli avvenivano in maniera frontale e si risolsero anche col
minimo profitto dell'appaltatore.
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