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All'isola
Omero dette, forse il primo nome "eea", da eos, un nome
dell'aurora. Dopo
omero vennero altri leggendari, come Apollio, Strabone, e Virgilio che la
chiamarono l'isola di Circe. Nel libro di Giovanni Boccaccio essa è
vista come un porto dimenticato da tutti, perché distante dalla terraferma.
Era considerata un posto dove gli abitanti erano pigri e si lasciavano affascinare
dalle fanciulle. Le leggende ci dicono che la maga circe trasformò
gli uomini in animali e le donne in sirene, perché dovevano svolgere
un determinato lavoro: attirare i navigatori per farli cadere in trappola.
Circe per regnare da sola, uccise il marito e fuggì con il carro
del sole nell'isola di Ponza.
Omero racconta che Ponza era la dimora della
maga Circe, la quale voleva trattenere Ulisse e la sua truppa. Era luogo
di domicilio per quelli che avevano commesso reati contro lo stato, per
le donne indesiderate e per i cristiani perseguitati. Molti secoli dopo
divenne, per un periodo, luogo di penitenza per i nemici dei Borboni. Nel
periodo fascista era diventata luogo di confino per alcuni uomini politici
avversi al regime che era al potere. Vi dimorò anche Giulia, la figlia
di Augusto, che, poi, fu portata in una villa di Ventotene, perché
implicata nelle congiure contro la sua matrigna, Livia Drusilla. Tra i primi
popoli che sbarcarono a Ponza si ricordano i Romani, i Sanniti, gli Etruschi,
i Greci, gli Osci, gli Ausoni (o aurunci), i quali colonizzarono Ponza con
il nome di "terra del sole e terra del lavoro". Nel 312 a.C.,
quando veniva chiamata "Pontia", era popolata dai Volsci. Essi
sfruttarono le grotte naturali già esistenti e se ne costruirono
altre in strati asciutti. L'isola si poteva considerare una base navale
per fermare i commercianti stranieri. I popoli romani furono i primi a costruire
i condotti d'acqua, i due acquedotti (l'uno dalla cisterna della Dragonara
e l'altro da Cala d'Inferno fino a S. Antonio).Con un salto nel tempo si
arriva nell'anno 350 d.C., quando nacquero i monaci benedettini. Molte volte
l'isola fu presa di mira dai saraceni, prima nell'813, e più tardi,
nell'845, anno in cui non si riuscì a fermare il loro attacco massiccio.
Furono le repubbliche marinare di Amalfi e Gaeta a farli ritirare. L'isola
attraversò un periodo infausto anche per i benedettini che non volevano
più mettere piede nell'isola. Fu il duca di Gaeta a costruire monasteri
ed a spingere i monaci a restare nell'isola. Essa era una meta da molti
desiderata: molti volevano il dominio sull'isola e sul Tirreno. Quando la
repubblica marinara di Genova si indebolì, Ponza fu conquistata dai
pirati che avevano molti nascondigli nelle grotte naturali, che si trovavano
a fior d'acqua ed erano comode per effettuare trasporti vari. Nel mare di
Ponza il 24 giugno 1300 la flotta navale di Ruggero sconfisse la flotta
navale di Corrado Doria. Nel 1400 le isole pontine passarono sotto il dominio
della chiesa. Il 7 agosto 1435 Alfonso V d'Aragona, re di Sicilia, fu sconfitto
nelle acque dell'isola e fu fatto prigioniero nella battaglia denominata
"battaglia di Ponza". La battaglia durò 10 ore consecutive,
durante la quale furono fatti prigionieri tutti gli abitanti di Ponza, che,
ovviamente, si spopolò. Il nipote Ottavio tento' di ripopolare l'isola,
prendendo famiglie provenienti da Parma. Anche Carlo III cerco' di ripopolare
Ponza e Ventotene, ma questa volta con famiglie provenienti da Ischia e
da Torre del Greco. Il 26 giugno 1875 Carlo Pisacane ed altri suoi patrioti
sbarcarono a Ponza per liberare i detenuti. Il 25 luglio 1943 Ponza ospito'
per 11 giorni Benito Mussolini. Prima ancora aveva ospitato anche molti
detenuti politici, tra cui Sandro Pertini.
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