All'isola
Omero dette, forse il primo nome "eea", da eos, un nome
dell'aurora. Dopo
omero vennero altri leggendari, come Apollio, Strabone, e Virgilio che la
chiamarono l'isola di Circe. Nel libro di Giovanni Boccaccio essa è
vista come un porto dimenticato da tutti, perché distante dalla terraferma.
Era considerata un posto dove gli abitanti erano pigri e si lasciavano affascinare
dalle fanciulle. Le leggende ci dicono che la maga circe trasformò
gli uomini in animali e le donne in sirene, perché dovevano svolgere
un determinato lavoro: attirare i navigatori per farli cadere in trappola.
Circe per regnare da sola, uccise il marito e fuggì con il carro
del sole nell'isola di Ponza.
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